Video della discussione della tesi di laurea
Novembre 1, 2009 at 5:48 pm | In Ventolone | Leave a CommentA chi interessasse diamo la possibilità di dare un’occhiata al video della discussione della tesi di laurea di Andrea Bedogni a questi indirizzi:
1a parte: http://www.youtube.com/watch?v=hTlSOiqejN8
2a parte: http://www.youtube.com/watch?v=gVUnFhAmslc
Ringrazio Walter che li ha confezionati e gestito l’upload!

Un grande putiferio
Novembre 1, 2009 at 5:36 pm | In Ventolone | Leave a CommentDue pagine (1 e 2) di commenti, alcuni interessanti, altri semplice astio digitale, altri banali stupidaggini.
Manco avessimo pestato la coda di un leone!
Affinchè non sfugga ai nostri lettori vi riportiamo il commento di Andrea, il nostro tesista in missione in Tanzania, cui va tutta la nostra stima per le parole usate,
pregandolo di non pestare le code ai leoni veri (
)
con la promessa di pubblicare a breve, diciamo 2 o 3 giorni, una risposta un po’ argomentata di analisi e commento di tutta la bagarre.
“molto bene…
anzi… molto male…
Io sono il tesita e si, quella è la mia tesi di laurea, di cui ne vado abbastanza fiero.
Ognuno è libero di dire la sua, ma ovviamente prima deve esseresi un pochino, ma solo un pochino documentato, tipo leggendo quella schifezza che è la mia tesi.
Ci rimango male perchè dopo un anno di lavoro sul ventolOne e dopo averci creduto un sacco leggo dal Tanzania che fatiche e scleri sono inutili…
E’ ovvio che in Europa un ventolone non avrebbe senso, ma forse al Cerc di Olkunguado (non sapete cos’è un cerc? beh google aiuta a volte) o a Kisimiry secondary school avere anche 1 W è qualcosa di stratosferico.
Mai provato a stare nella savana al buio? Io si..
Poi.. i miei contatti in Tanzania procedono, tanto che un ingegnere locale vuole costruirlo per una scuola.
Forse perdiamo di vista l’obiettivo o non l’abbiamo mai avuto.. Son buoni tutti a fare 2 MW con una Vestas in Europa ma quanti sono in grado di fare qualche Watt in Africa con 100 euro di budget?
Io la mia sfida l’ho raccolta, ho studiato, ho sperimentato e adesso sono a sud dell’equatore per continuare a sognare un mondo un pochino migliore.
umiltà non insulti gratuiti ve lo chiedo per favore,magari prima leggendo qualche pagina del mio lavoro.
Andrea Bedogni “
a seguire due fotografie delle turbine eoliche costruita dall’ingegnere tanzaniano citato nella sua risposta:




Dare aria ai denti
Ottobre 29, 2009 at 7:55 pm | In Ventolone | 7 CommentsSiamo stati citati su ecoblog, ieri pomeriggio, e la cosa ci ha riempiti di un po’ di sano orgoglio!
Cavolo, il giro si allarga, ci siamo detti! Diventiamo “famosi”!
E poi ci siamo fatti una bella risata, consci che la goliardia e l’ironia ci tengono con i piedi per terra
e il progetto nella sua giusta dimensione.
Oggi però sono cominciati i commenti, alcuni con dei dubbi, altri di apprezzamento, insomma una normale “dialettica web 2.0″.
Meno uno.
Un tale Mauriziosat si è lanciato in una serie di invettive che ci hanno un po’ spiazzati:
avremo “toppato” di così tanto i conti, tanto da farci sbeffeggiare e insultare in questa maniera? ci siamo chiesti…
Poi, poi, poi…abbiamo guardato con attenzione i numeri citati dal succitato Mauriziosat
e… lasciamo a voi lettori il giudizio.
Egli cita uno studio presumibilmente olandese sulla validità del mini-eolico come soluzione energetica
e si giunge alla conclusione che è meglio il megaeolico. Si “omette” di sottolineare a chiare lettere un “piccolo” particolare…che vedremo nel seguito!
Lo studio è qui:
http://www.lowtechmagazine.com/2009/04/small-windmills-test-results.html
A supporto di quanto affermeremo nel seguito
citiamo per esempio questo breve compendio teorico sulla questione:
http://www.energia-eolica.it/cenni_di_teoria_energia_eolica
ma qualunque libro che tratti l’eolico riporterà quello che è sapere umano consolidato…diciamo da 200 anni.
Riportiamo i commenti di Mauriziosat, poi la nostra risposta.
Ai lettori trarre le conseguenze e le conclusioni!
Mauriziosat scrive:
“ma che diamine
SMASCHERO IL CIARLATANO COSTRUTTORE DI QUESTO COSO ……………e lo squallido moderatore cancella il post ?
MA CHE SCHIFO.
———————————————–
E COMUNQUE
questo è certamente migliore di quella porcheria lassu’:
http://www.turby.nl/
alla fine della baruffa costa 21 mila € e produce un ridicolissimo 247KWh in un anno intero.
http://www.lowtechmagazine.com/2009/04/small-windmills-test-results.html
COSA VORRANNO MICA FARE CON QUEL BARATTOLO ARRUGGINITO …………………?
————————————————
SE UN IMPIANTO simile DA 21 MILA € HA DATO SOLO 247 KWh IN UN ANNO ……………http://www.turby.nl/
NON SI CAPISCE come quel trabiccolo mal realizzato possa darne , anche solo un decimo .
sono queste sparate ridicole che fanno ridere la gente a far perdere qualunque credibilità agli ecoattivisti.
————————————————
247KWh sono 74 euro ……………..e ne è costato 21 mila
LO RIPAGHI COMODAMENTE IN SOLI …………..283 ANNI …………….ahahahahahahaha “
A seguire la nostra risposta:
“Non credevo di dover intervenire in questa sede per questioni del genere.
però per me così si è superata la misura dell’accettabile.
@Mauriziosat
Mi pare INCREDIBILE la boria, la supponenza
ma soprattutto
la spaventosa IGNORANZA con cui ti atteggi.
Peraltro ho girovagato un po’ tra i commenti che diffondi qua e la, e si vede che di tutto sai, di tutto dici, un tuttologo…
del NULLA.
per di più piuttosto presuntuoso.
ora te lo DIMOSTRO.
“…SMASCHERO IL CIARLATANO COSTRUTTORE DI QUESTO COSO…”
ciarlatano intanto lo dici a tua sorella:di te si sa solo il tuo nick, di me sul blog trovi anche il numero di TELEFONO. Evidentemente tanto ciarlatano non sono, se ho le palle di pubblicarlo:ti sfido, TELEFONAMI, ti spiego tutto quello che non sai, nei limiti di quel che so io!
Del resto sicuramente tu hai fatto studi approfonditi sull’eolico
e sul minieolico.
I miei sono citati sul blog, non tutti ovviamente, ma i più significativi.
Aspetto di conoscere i tuoi, spero ci sia qualcosa che non so e che possa imparare,
ti sarei grato di citarmeli.
“…E COMUNQUE
questo è certamente migliore di quella porcheria lassu’: http://www.turby.nl/ …”
Ottimo, lo penso anche io!
E lo conoscevo già, e forse sarà il prototipo 3.
per tua norma e regola sappi che ce ne sono pure di migliori:
se mi chiami te le indico!
Tuttavia…in un villaggio Masai è un po’ un casino andare a spiegargli come costruirla,
a quel prezzo e con tutta l’elettronica allegata…
A questo avevi pensato,
o hai pensato solo a gettare letame sul progetto nel suo complesso,
invece di utili e sacrosante contestazioni di natura tecnico-scientifica?
“…COSA VORRANNO MICA FARE CON QUEL BARATTOLO ARRUGGINITO …………………?”
fare corrente.
poca, male, ma FARLA.
non servono i MegaWatt, in un villaggio Masai.
non servirebbero neanche a noi qui, per inciso, se fossimo un pò più … furbi(vuoi un esempio? i trasformatori stan diventando tutti switching, con rendimenti circa tripli…fa’ tu il conto di quanta corrente abbiamo buttato, da quando ci sono gli switching).
solo che il livello di furbizia di quaè pari a quella che dimostri definendolo “barattolo arrugginito”.
Comunque,fare corrente.
oppure tirare su acqua.
e non inventiamo niente di nuovo, guarda qui:
http://williamkamkwamba.typepad.com/
Cioè usare una risorsa locale per fare qualcosa localmente.
Più che ecologia
io la chiamo BUONSENSO. Tu che ne dici?
“…SE UN IMPIANTO simile DA 21 MILA € HA DATO SOLO 247 KWh IN UN ANNO ……………
http://www.turby.nl/
NON SI CAPISCE come quel trabiccolo mal realizzato possa darne , anche solo un decimo…”
In parte dici il giusto.
Solo che… SOLO TU NON capisci.
forse per la tanta, troppa boria.
cito dal sito di quello studio (http://www.lowtechmagazine.com/2009/04/small-windmills-test-results.html):
“Their energy yield was measured over a period of one year (April 1, 2008 – March 31, 2009), the average wind velocity during these 12 months was 3.8 meters per second”
apperò!!!
3,8 m/s!!!
il vento che c’è nella pianura cuneese dove vivo!!!
tanto valeva mettere quelle turbine in un garage! chiuso!!!
di più: non dice NULLA della distribuzione di ventosità, che può far variare tranquillamente del 50% la produttività!
io ti ho parlato di 6m/s!
e ho le PROVE che il sito in cui si potrebbe installare presenta valori medi pure superiori, con distribuzione di ventosità almeno pari a quella di Rayleigh.
E TU?
Tu quali PROVE hai di quello che argomenti???
tu di queste cose cosa sai?
visto che TI PERMETTI di buttare letame, poi sei in grado di reggere la discussione?
sai,
per esempio, che turby presenta un’area frontale inferiore al nostro 2° prototipo
e che la potenza estratta è direttamente proporzionale ad essa?
sai,
per esempio
che la potenza estratta è proporzionale AL CUBO della velocitàe che quindi 6^3 / 3,8^3 = 3,96 circa, cioè GUARDA CASO, in proporzione, la potenza dichiarata da quello studio, se avessero avuto una velocità media di 6 m/s, e ne avanzeresti ancora (per il rendimento sicuramente inferiore nel nostro caso)!!!
Quello studio NON è sbagliato, anzi: solamente
non approfondisce le questioni e omette di commentare alcuni dati
o forse punta a “evangelizzare” certe scelte tecniche commerciali…
“sono queste sparate ridicole che fanno ridere la gente”
HAI ANCORA UNA VOLTA RAGIONE!
sono questo genere di commenti
senza sostanza (hai citato numeri e non hai fatto 1+1)
senza rispetto (insulti un lavoro senza conoscerlo)
senza pudore (ti permetti di definirmi “ciarlatano”)che fan ridere la gente.
e fanno anche PENA.
” a far perdere qualunque credibilità agli ecoattivisti”
io non sono un ecoattivista.
son figlio di un agricoltore che ha fatto l’agricoltore 50 anni
e ha trasmesso ai figli 4 regolette 4
sull’ambiente, sugli animali,
sul BUONSENSO rispetto alla natura.
e come non mi piacciono gli ecoattivisti che non sanno distinguere un kW da un kWh
così non mi piacciono i tecnici boriosi che non sanno sostenere le loro affermazioni.
“247KWh sono 74 euro”:
la perla finale!
in base a quale tariffa?
questa cifra NON significa NULLA, se non lo specifichi.
perchè con un contratto “normale”
247 KWh sono pure di MENO di 74 euro.
Per concludere:
io non so chi sei
non so che professionalità tu abbia
non so che studi tu abbia compiuto
e non so che mestiere fai.
Però ho capito che la presunzione non ti manca
e che va di pari passo con quanto sei SCARSO.
se avessi avanzato dei dubbi, come gbettanini,
avremmo potuto avviare un proficuo scambio di idee.
invece sei partito con la verità in tasca
per ritrovarti sbeffeggiato dalle tue stesse affermazioni. agli occhi di tutti i lettori.
Noi non abbiamo la pretesa nè la presunzione di riuscire nel nostro intentoma il coraggio di confrontarci con i problemi tecnici e scientifici che poneva e che pone tutt’ora
l’abbiamo messo e continuiamo a metterlo.
E la gratificazione e le amarezze connessi alla soluzione di questi sono impagabili.
In quest’ottica qualunque contributo è ben accetto:
lo sproloquio e l’insulto, per di più su basi scientifiche SBALLATE
fan solo perdere tempo e generano un po’ di tristezza circa il livello di ignoranza scientifica in Italia.
Oltre alla tristezza per la miseria umana, che va al di là della scienza.”
[mio padre, una persona semplice]
La tesi di Andrea Bedogni…
Ottobre 28, 2009 at 3:46 pm | In PVS, Ventolone | Leave a Comment…finalmente on-line e disponibile per il download nella sezione “Documenti e materiale“.
Ripercorre i passi salienti della realizzazione del VentolONE 1.0 (quello piccolo e primo prototipo dell’avventura) nell’ambito del progetto Best Ray, con riferimenti sia teorici che più prettamente tecnici e legati alla realizzazione della turbina.
E anche il primo contributo open-source del VentolONE team alla ricerca scientifica!
Per chiarezza e precisione legale, rimarchiamo che rilasciamo tutto il contenuto secondo i Creative Commons “attribution non-commercial share alike (by-nc-sa),
![]()
giusto per tutelarci un minimo, in attesa di capirci qualcosa in più e permetterci una maggior liberalità!
A seguire alcune fotografie dell’evento!

il momento tanto atteso: il video del VentolONE sulla Panda!

foto di gruppo con il neo-dottore!

immancabile, la foto con il relatore prof. Gianluca Ruggieri
(cui va il plauso per averci creduto!)
E infine, carramba che sorpresa, in barba a qualunque privacy pubblico la mail che Andrea ci ha mandato il giorno successivo: per me insegnante prima ancora che co-relatore la gratificazione che emerge dalle parole in essa contenute è impagabile! Grazie Andrea!

GROSSE novità in arrivo…
Ottobre 27, 2009 at 8:03 pm | In Ventolone | Leave a Comment…per ora godetevi questa prima fotografia del VentolONe 2.0 !
A seguire i dettagli, gli sviluppi, la partenza di Andrea per il Tanzania, il video della discussione della sua tesi di laurea, la sua tesi disponibile in download nella sezione “Documenti e materiale”.
A brevissimo!


VentolONE 2.0 e … lauree
Ottobre 7, 2009 at 11:41 pm | In Ventolone | Leave a Comment…ma richiede tempo, visto che le dimensioni sono decisamente cresciute:
- altezza complessiva circa 2,7m
- diametro massimo 1,7m con diametro variabile a piacimento nel range 1,0-1,7 m
- altezza delle pale 1,75m
- corda 0,25m
- numero di pale 3 oppure 6
L’obiettivo dell’incremento delle dimensioni sta tutto nella possibilità di ottenere una coppia maggiore, condizione necessaria ma non sufficiente per superare la Dead Band, e garantirci la possibilità di realizzare con materiali poveri le pale (una pala al di sotto di 20 cm di corda è di difficile costruzione in materiali che non siano vetroresina e polimeri…).
La scelta di poter optare per 3 o 6 pale nasce invece dalla curiosità di misurare le prestazioni in presenza di più pale –> solidità più elevata, anche se siamo consapevoli che la soluzione che risulterà vincente sarà probabilmente quella con 3 pale.
Come si vede anche dalle foto che seguono abbiamo migliorato non poco l’aspetto tecnologico, attraverso l’utilizzo di materiale acquistato e semi-lavorato, quali i tubi che sorreggono la struttura, i profili (per i quali ringraziamo infinitamente i fratelli Nasi di Piasco (CN), che ce li ha tagliati gratis!), i cuscinetti di supporto: ringraziamo anche e sentitamente l’Unisubria per i fondi che ci ha messo a disposizione.
Domani il nostro tesista, Andrea (il brutto ceffo barbuto della foto) si laurea!
poi ci lascerà per un paio di mesi per un “tour anemometrico” in Tanzania! Non nascondiamo la nostra invidia…
Per intanto però durante la discussione della tesi il VentolONE 1.0, il fratello primogenito minore, farà bella mostra di sè in Aula Magna in quel di Varese!



Ipotesi di lavoro
Agosto 24, 2009 at 6:22 pm | In Ventolone | Leave a Comment
“Sentinella, a che punto è la notte?”
Agosto 21, 2009 at 6:38 pm | In Ventolone | 1 CommentI lavori e gli studi procedono! La temperatura esterna indurrebbe a pensare a spiagge, mare, montagna…insomma vacanze! Invece imperterriti e tenaci proseguiamo le nostre indagini…consci che manca una settimana alle meritate vacanze
!
L’analisi della problematica relativa alla “Dead Band” ci ha condotti inevitabilmente ad affrontare, ancora una volta, la questione del profilo ottimale. Kirke nella sua tesi di cui abbiamo già detto afferma il generale miglioramento di prestazioni, intese come capacità di self-start della turbina, nel caso si scelgano profili alari curvi. Probabilmente a seguito di dati sperimentali limitati (trovare valori di portanza e resistenza per molti valori diversi del numero di Reynolds non è uno scherzo!) analizza il solo caso del profilo Selig 1210.
Immaginiamo pure che la potenza di calcolo dei calcolatori, ridotta nel 1998 (data della tesi) rispetto ad oggi (era appena uscito Win98!) impedisse lo sviluppo di software di calcolo quali XFoil per la determinazione numerica dei coefficienti CL e CD (portanza e resistenza), e che quindi si sia dovuto accontentare.
Per fortuna oggi possiamo fare affidamento su una serie di applicativi quali javaFoil, interfaccia web per XFoil, attraverso il quale ricavare i dati mancanti.L’utilizzo di questo specifico risiede nella sua versatilità e nella possibilità, tra le altre cose, di fissare il valore dell’Aspect Ratio (rapporto di aspetto: lunghezza della pala / corda del profilo) a valori finiti o infiniti; inoltre i risultati ottenuti concordano con buon margine con i valori tabulati e già citati.
Il profilo Selig1210 è citato come “profilo laminare naturale“. Una breve indagine ha condotto a ritenere sensata sia l’indicazione fornita da Kirke, sia la possibilità di trovare profili ancora migliori a partire da quello indicato.
Abbiamo ottenuto pertanto la figura che segue, ponendo a confronto profili molto diversi tra di loro, compreso quello utilizzato per il VentolONE 1.0 (MVA-227):
Dalla figura emerge in maniera inequivocabile la vantaggiosità del profilo Eppler420, che tuttavia non ci pare rientrare nella categoria dei profili laminari, pur non discostandosi molto, rispetto ad altri profili analizzati.
La scelta di analizzare i coefficienti nel range di angoli [-70°,+70°] consente di valutare gli effetti sul profilo anche per velocità di rotazione minime, cioè in fase di avvio.
La differenza sostanziale nel comportamento di Eppler420 rispetto ad MVA-227 ci pare essere nel range [-10°,0], nel quale il primo presenta un andamento meno negativo.
Una analisi a più ampio raggio, nel range [-180°,+180°] ha condotto alla possibilità di determinare il possibile andamento del coefficiente di sforzo tangenziale CT, “cugino stretto” della coppia, come riportato nella sottostante figura:
In tutta onestà non ci sentiamo ancora di giurare sulla correttezza dei risultati ottenuti.
Ammettendo che lo siano, con Eppler420 saremmo a cavallo…
La motivazione della “Dead Band”
Agosto 6, 2009 at 12:59 am | In Ventolone | 1 CommentSemplicemente, analizzando con un po’ di matematica nemmeno troppo impegnativa il nostro beneamato VentolONE stanno emergendo risultati inattesi.
Accennavamo giorni fa alla questione della presenza di una banda morta per la coppia, per valori di λ (tip speed ratio) intorno al valore 1.

Ora, la motivazione di questa banda morta deve pur esistere… e forse l’abbiamo trovata!
Si veda la figura seguente, nella quale abbiamo ricavato l’andamento del valore della velocità relativa vista dalla pala lungo una rivoluzione completa di angolo Θ, per valori crescenti di λ (λ=0 corrisponde evidentemente al rotore fermo).
Si nota come attorno a Θ=180°, corrispondente alla configurazione in cui la pala “sfugge” al vento (il vento vede prima il bordo di uscita), la velocità relativa prima decresca, fino a 0 per λ=1, per poi riprendere a crescere.

Proviamo a giustificare la Dead Band alla luce di questo grafico. Mano a mano che la velocità angolare cresce, da 0 fino a λ=1, attorno a 180° la velocità relativa diventa sempre più piccola, fino ad annullarsi. Conseguentemente il contributo di coppia della pala a 180° progressivamente scende fino a λ=1, per poi riprendere a salire.
Contestualmente va fatto notare che le altre 2 pale vedono però velocità relative sempre maggiori, ma con angoli di attacco tali che i benefici si perdono per strada.
Ci pare una spiegazione plausibile.
Altre indagini…in corso!
Per tutti i nostri lettori
Luglio 25, 2009 at 3:10 pm | In Ventolone | Leave a CommentBando alle ciance! Stiamo lavorando duramente perchè il nostro VentolONE 1.0 presenta sicuramente alcune magagne, e dalla lettura della tesi citata nell’ultimo post cominciano ad emergere gli errori e le possibili soluzioni:
- il VentolONE pare non riuscire a superare la velocità angolare di 100 giri/min, corrispondenti a valori di λ compresi tra 0,5 e 1
- la tesi avanza l’ipotesi che esista, per talune geometrie di VAWT, una “dead band” in cui la coppia diventa negativa, nel range di λ tra 0,75 e 2: i conti tornano!
- il VentolONE presenta una coppia di spunto molto piccola… ma piccola quanto?
- la tesi fornisce indicazioni (peraltro presenti anche su altre fonti e siti) per la definizione di un modello matematico attraverso il quale ricavare la coppia media, al variare di λ e u (velocità del vento indisturbato)
- il VentolONE presenta una solidità pari a σD=0,9, decisamente eccessiva
- ci stiamo adoperando per definire una nuova geometria con solidità σD pari a 0,3, con pale più lunghe per incrementare la coppia di spunto e l’aspect ratio AR
Stiamo pertanto lavorando alla definizione di un codice di calcolo per determinare il valore della coppia al variare di λ, u, per una serie di profili candidati: ovviamente renderemo utilizzabile per chiunque il suddetto codice, utilizzabile su piattaforma open-source (Scilab).
In linea di massima, dai primi risultati, ai fini di una coppia di spunto ragionevole paiono plausibili i profili Bruxel33, Sauter4, NACA 4412.
In ogni caso servono dei profili che NON presentino un flesso (una “s” !) sulla “pancia” (intradosso), e quindi quello attuale (MVA-227) non va bene, e che presentino una curvatura della linea media che può condurre anche ad avere un intradosso concavo.
Poco sappiamo dire circa lo spessore, se cioè sia preferibile uno spessore accentuato o meno: è probabile però che uno spessore accentuato faciliti l’avvio e per contro riduca le prestazioni in generale.
Nella figura che segue, tratta dalla più volte citata tesi di Kirke, l’andamento del coefficiente medio di coppia CQ rispetto al variare di λ.

Ancora una cosa: ci scusiamo con tutti i contatti che non hanno ancora ricevuto risposta da noi…ci impegnamo a ri-chiamarli nella prossima settimana. E invitiamo tutti a continuare a seguirci, a commentarci, a farci domande, a metterci dubbi!
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